Camminare è un semplice gesto che ogni bambino impara a fare nel suo primo anno di vita. Un passo dopo l’altro, anche se all’inizio con un po’ di insicurezza, inizia ad andare.

Camminare è un semplice gesto che porta ognuno a percorrere strade, a scoprire luoghi ed entrare a stretto contatto con diversi contesti. Così camminare i luoghi, e quindi anche i 136 comuni molisani, è diventata una missione per una delle manifestazioni più longeve che si basano proprio sul percorrere strade e sentieri per conoscere il territorio: ‘Cammina, Molise!’

Alla base di questa manifestazione, infatti, c’è una camminata particolare caratterizzata da cattedre itineranti, accoglienza, ospitalità, un clima particolare e di familiarità tipico di ‘Cammina, Molise!’ e che fa sentire i marciatori parte integrante delle comunità che attraversano, del territorio che camminano.

Dunque, un concetto importante che oggi, all’indomani della pandemia, diventa ridondante in molti discorsi di promozione turistica e di quel cammino lento che, in questo particolare momento storico, viene visto come una nuova forma di fare e ricevere cultura. Un turismo fondato anche sull’accoglienza e la condivisione. Un cammino mitigato, alla scoperta dei luoghi, che va a braccetto con tante altre iniziative che si sono sviluppate in Molise e che sono legate da un obiettivo comune: conoscere e far conoscere il territorio. Toccando con mano e calpestando – in senso buono – con i piedi i luoghi di questa regione sconosciuta ai più e che oggi inizia ad essere presa in considerazione e vista come un luogo sicuro dove trascorrere le proprie vacanze.

E dunque se oggi si parla di turismo di prossimità, come soluzione alla crisi del settore a causa del coronavirus, negli anni scorsi in Molise questo tipo di attività turistica si è già sviluppata.

La scoperta del territorio attraverso il semplice gesto del camminare è alla base di diversi percorsi.

Tra i tanti, ci sono quelli che vanno a riscoprire le antiche strade della transumanza, i tratturi del Molise e dove la nostra regione incontra l’Abruzzo. Un percorso sul Gigante Verde, la strada tracciata attraverso i secoli da uomini e greggi, la via dei Sanniti.

Un cammino ‘Sulle Orme dei Sanniti’ che fa parte del progetto ‘[email protected] Coast to Coast’. Un viaggio diviso in tappe con l’obiettivo di far conoscere e rivivere una grande testimonianza storica, un Regio Tratturo, la via di comunicazione dalla montagna alla pianura. Un percorso durante il quale si entra in contatto con paesaggi suggestivi, immersi nella natura e con borghi antichi nati lungo il tracciato. Posti che diventano i luoghi dell’ospitalità, del ristoro e del riposo.

Un viaggio lento attraverso una via delle origini

Un cammino di scoperta dentro paesaggi sempre diversi

Un’occasione per conoscere un territorio ospitale e affascinante

Da secoli”

Al semplice gesto del camminare si può poi unire anche l’aspetto religioso. Un pellegrinaggio, così come nei tempi più antichi, porta i camminatori a raggiungere e scoprire luoghi di culto. Percorsi che si snodano tra borghi e sentieri fino a raggiungere santuari, chiese, conventi, ma anche centri storici e testimonianze di varie epoche.

Tra i tanti, c’è il ‘Cammino del Perdono’ tra cui rientra ‘Sui passi di Celestino’, che localizza e identifica il paese natale di Celestino V. Un viaggio da L’Aquila a Sant’Angelo Limosano. Un percorso, dunque, interregionale che collega il luogo di nascita di San Pietro Celestino alla città che ne vide le gesta. Un percorso a ritroso che porta i pellegrini dall’Abruzzo al Molise.

Ma i viaggi a piedi sono diversi e negli anni sono diventati pacchetti turistici come quelli organizzati da Molise trekking.

Percorsi nell’Alto Molise – da Carovilli ad Agnone – per vivere la bellezza della natura, del cibo e dell’arte dei luoghi. Così come il cammino da Isernia a Pietrabbondante “per assaporare l’ottimo mix fra natura e storia che questa parte di Molise offre”.

Ma anche il trekking dei laghi molisani da Gambatesa ad Acquaviva Collecroce per conoscere i laghi di Occhito e Guardialfiera. O quello sulle tracce dei pastori molisani, che è un cammino da Ripalimosani a San Pietro Avellana “per calcare le tracce degli antichi pecorai sulla rete tratturale molisana”.

Questi per citarne alcuni.

Durante tali cammini infatti – e ‘Cammina, Molise!’ insegna – si entra a contatto con le persone del luogo che, ancora più delle guide, raccontano il Molise e le sue tradizioni. Così attraverso aneddoti si scoprono particolari di quel posto, che altrimenti sarebbero rimasti sconosciuti. E c’è poi quell’accoglienza fatta di condivisione, ma anche di convivialità.

Dunque, cammini di più giorni, ma ci sono anche dei percorsi ‘in miniatura’, ma non meno importanti e significativi. Sono quelli che si fanno all’interno di un borgo. È il caso per esempio di ‘Cammina Torella’ o ‘Cammina, Duronia!’ che nascono un po’ sulla scia di ‘Cammina, Molise!’ e che hanno più o meno la stessa formula seppur il percorso è ridotto e si sviluppa all’interno dei confini comunali. Ma con un unico obiettivo quello della riscoperta e valorizzazione dei luoghi che molto spesso sono sconosciuti anche a chi vive o ha origini in quel paese.

Ci sono poi itinerari che portano da un paese all’altro, molto spesso confinanti, che nascono soprattutto per fare rete tra comuni. Riscoprire luoghi al confine tra un borgo e l’altro e partire da lì per creare una sinergia, una comunione d’intenti da cui iniziare a creare qualcosa che accomuna quei luoghi e arginare un fenomeno come quello dello spopolamento o la rassegnazione.

Tutte iniziative a cui con il tempo se ne aggiungeranno sicuramente altre, che hanno alla base la condivisione dei passi e della fatica, ma anche il vivere e conoscere i luoghi più interni e lontani dai grandi centri, le cosiddette aree interne che oggi sono tornate tanto di moda e di cui si parla anche senza conoscerle.

Luoghi che hanno tanto da raccontare come chiese, palazzi, ma anche natura, tradizioni, storie e aneddoti. Tutti tasselli che se messi insieme formano un unico puzzle, un territorio che è stato conosciuto e può essere ancora scoperto o riscoperto attraversandolo a piedi.

È questo il turismo di prossimità di cui si parla tanto e che ha come fine ultimo la scoperta dei borghi anche più sconosciuti. Un turismo, che se vogliamo, nella nostra regione si fa già da 26 anni quando è partito ‘Cammina, Molise!’ o forse ancora prima se si considera la tradizionale pratica della transumanza, quando si percorrevano i tratturi a piedi per riportare il bestiame dalla Puglia in Molise.

E se in tutti questi anni la formula ha funzionato e funziona ancora oggi e con il tempo è migliorata, è necessario permettere che tutto questo venga ancora di più valorizzato.

Giovanni Germano, coordinatore di ‘Cammina, Molise!’, negli anni e in più occasioni, ha evidenziato che questo tipo di turismo semplice, che non richiede troppi sforzi, deve essere agevolato dall’intervento delle istituzioni.

“È necessario investire su un turismo fatto di piccole cose. Incentivare un progetto che faccia diventare il nostro territorio terra di cammino.  È necessaria una ristrutturazione dell’ambiente, per esempio attraverso una legge sulla sentieristica. È importante che ci sia una normativa che tuteli i piccoli borghi che ancora possono essere salvati e inoltre bisogna tutelare i tratturi, che per il territorio molisano sono un’importante risorsa”.

Solo così il Molise potrà essere davvero terra di cammini, anche dopo il coronavirus, quando questa regione, da ciò che si prospetta sarà meta, ancora di più, di turisti che vogliono stare a stretto contatto con la natura. E i cammini sono un modo per farlo.