di Antonio Di Monaco

Una diga costata (è proprio il caso di dire) un fiume di denaro pubblico, ma mai entrata in funzione e che potrebbe essere riconvertita – in questa vita o nell’altra – a centrale idroelettrica. È l’ennesimo film su sprechi e opere pubbliche incompiute già visto in Molise, di cui cambia solo l’ambientazione e che stavolta si gira sulla diga di Arcichiaro in territorio di Guardiaregia sul torrente Quirino, a monte dell’abitato. Un invaso – come si legge dalla scheda apposita sul sito Internet di Molise Acque – dal volume totale di 11,7 milioni di metri cubi con una superficie massima dell’invaso di 0,54 chilometri quadrati.

Il progetto risale al 1975 ed è finanziato con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno. Negli anni ’80, considerando l’utilizzo in ottica agricola e zootecnica, si procede con il piano di costruzione dell’opera cui venne destinato un budget di circa 66 miliardi di lire con l’aggiunta di 4,5 per imprevisti e lavori in economia: 270 metri di lunghezza per 90 di altezza con lo sbancamento completo di uno dei costoni di roccia all’imbocco della gola. Gli anni passano tra stop and go di contenziosi che ne rallentano la costruzione che viene completata nel 2002. L’invaso però non entra in funzione, ma si riempie e si svuota a seconda delle stagioni in mancanza di condotte dell’acqua.

E non è tutto. Ogni anno è necessaria una manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza in caso di sisma essendo classificata in zona sismica 1 il cui costo è stimato in 6 milioni di euro. Ma a 46 anni dalla progettazione e a 19 dalla conclusione dei lavori, è ancora nebbia fitta sulla destinazione d’uso dell’opera. (continua)