di A.D.M.

Il premier, Mario Draghi, non ha presentato ai segretari dei sindacati confederali nessun testo del Recovery Plan. Pierpaolo Bombardieri, leader della Uil, s’era presentato a Palazzo Chigi pieno di speranze: “Dovremmo avere la possibilità di vedere il piano, perché noi abbiamo lavorato sul piano del precedente governo. Noi riconosciamo solo a Omero la possibilità di descrizione orale”.

Dopo un’ora di colloquio, il sindacalista ha dovuto aggiungere il nome di Draghi. La stessa accusa al premier è stata rivolta anche dalla deputata molisana dell’Alternativa c’è, Rosalba Testamento, che ha riferito che la “stessa scena si è ripetuta coi partiti, le imprese e chiunque si sia presentato a Palazzo Chigi per parlare del Recovery in via di spedizione a Bruxelles entro il 30 aprile. Qui finisce la battaglia dei partiti di maggioranza per il coinvolgimento delle Camere. Per quanto riguarda le risoluzioni, l’unica cosa certa è che saranno il più generiche possibile. Anzi, magari ci si limiterà alla formula usuale dedicata al passaggio prima di un Consiglio europeo: ‘Sentite le comunicazioni del presidente la Camera (o il Senato, ndr) approva'”.